L'amore ai tempi del colera - Serata AIAS 29 aprile 2017

L'amore ai tempi del colera - Serata AIAS 29 aprile 2017

Lasciamo a ciascuno di assaporare le ultime pagine del romanzo dalle quali rilucono le braci di una tenera sensualità non ancora spenta dalle ceneri degli anni. Ma, al di là di questa, “A loro bastava la felicità semplice di stare insieme”. Al punto che Florentino Daza, rivolgendosi al capitano disse: «parlando per ipotesi, sarebbe possibile fare un viaggio diretto senza carico né passeggeri, senza toccare un solo porto. Senza niente?». Il capitano, in quanto dipendente, non potè opporsi. Mise però la condizione che, per essere lasciati in pace, era consigliabile issare la bandiera gialla e nera che segnalava la presenza del colera. E infine dette l’ordine “Andiamo a dritta, a dritta, a dritta, di nuovo verso La Dorada!” “Fermina Daza rabbrividì, perché riconobbe 1’antica voce illuminata dalla grazia dello Spirito Santo, e guardò il capitano: era lui il destino. Ma il capitano non la vide, perché era annientato dal tremendo potere di ispirazione di Fiorentino Ariza. “Paria sul serio?” gli domandò. “Da quando sono nato” disse Fiorentino Ariza, «non ho detto una sola cosa che non sia sul serio». Il capitano guardò Fermina Daza e vide sulle sue ciglia i primi bagliori di una brina invernale. Poi guardò Fiorentino Ariza, il suo dominio invincibile, il suo amore impavido, e lo spaventò il sospetto tardivo che è la vita, più che la morte, a non avere limiti.

E fin quando crede che possiamo proseguire questo andirivieni del cazzo?» gli domandò.

Fiorentino Ariza aveva la risposta pronta da cinquantatré anni sette mesi e undici giorni con le loro notti.

«Tutta la vita» disse.

 

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