Il Simposio da Platone - Amore e popcorn

Il Simposio da Platone - Amore e popcorn

Cosa c’entrano i popcorn con l’eros e gli elogi così abilmente declamati dai convenuti al simposio più famoso della storia della filosofia classica? Non per svilire lo spettacolo di cui ho apprezzato ogni singolo momento e sfumatura, ma i popcorn, oltre che caratterizzare l’ambientazione pseudo cinematografica e renderci partecipi al convivio (visto che ci sono stati offerti al nostro ingresso in sala e durante la rappresentazione da colei che poi abbiamo scoperto essere Diotima – figura cardine del discorso di Socrate) mi hanno riportato alla mente la mia poesia preferita (vedi link in calce all’articolo) che esprime quell’intima sensazione di inquietudine che diventa smania, sete, impulso a cercare e a trasformarsi. L’energia vitale scoppiettante che vuole contenere tutto e niente, tensione al bene e alla felicità. Nell’evoluzione dell’emozione la pulsione carnale trascende i corpi per indagare l’anima, il desiderio di conoscenza, la ricerca della verità. Coincide con la spinta a muoverci verso qualcosa che ci manca, a creare nella bellezza, aspirando all’immortalità per lasciare un segno nel mondo. In questa mise en espace del Simposio, reso attuale e moderno dalla carica comica dei personaggi e dal loro dinamismo (tutti mirabilmente portati in scena dai bravissimi attori della compagnia di Emilia Romagna Teatro), si distingue la sacerdotessa Diotima (Diana Manea) dispensatrice di popcorn e verità. Svela a Socrate (Simone Tangolo) la vera natura di Eros, il demone a metà tra il mortale e l’immortale, il bene e il male, tra la sapienza e l’ignoranza ovvero la filosofia. Spero che questo spettacolo, con la drammaturgia di Lino Guanciale, venga presto replicato in altri teatri perché merita di essere apprezzato da un pubblico più vasto soprattutto  giovane.

RS

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