"Ragazzi di Vita" la nostra recensione

"Ragazzi di Vita" la nostra recensione

“Un amore così grande”, per usare un ritornello di Claudio Villa, è quello che unisce noi appassionate al lavoro di attore di Lino Guanciale.

Ed è la stessa passione che ci ha mosso verso l’Urbe, in questo primo week end di Gennaio per assistere allo spettacolo “Ragazzi di Vita”, nel quale Lino Guanciale è narratore sul palco e guida spirituale dietro le quinte,  per questi giovani attori.

Lo spettacolo, che si basa su alcuni dei racconti tratti dall’omonimo romanzo di Pasolini, talvolta è fedele alla sinossi dello stesso, talvolta è invece magistralmente adattato da Massimo Popolizio ed Emanuele Trevi.

Calano le luci, si alza il sipario ed eccoci catapultati nella cruda realtà della borgata del secondo dopoguerra, dove le vite di alcuni ragazzi si consumano tra espedienti e  piccoli e grandi reati; vite che si potranno riscattare solo con la morte prematura di alcuni di loro.

Cosa di può scrivere di uno spettacolo di cui si è già detto tutto? Possiamo noi profane assurgere al sacro ruolo di critiche teatrali?

Diremo semplicemente che l’asprezza non è il fine ultimo di questo spettacolo e che al momento giusto gli attori e autori hanno saputo sdrammatizzare magistralmente e ci hanno saputo sorprendere.

Fuori dal teatro, è scesa la sera, ci accodiamo per salutare gli attori e cogliamo frammenti di conversazioni che tutte assieme formano un mantra: “Vorrei rivederlo altre cento volte!”

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